Tezze sul Brenta

Il fiume Brenta, che di storie ne conosce moltissime, ora può raccontare anche di giovani bikers arrivati da Verona per pedalare sulle sue terre, quelle che lui lambisce e che rende lussureggianti regalando un fascino che solo i grandi fiumi sanno emanare.

 Ora il Brenta, può narrare di una quindicina di piccoli atleti tutti uguali nel vestiario, in sella alle loro tecnicissime mountain bike, allineati, uno dietro l’altro, su sentieri stretti, su e giù dai ponti, su ciottoli di fiumi, dentro a grandi cave di ghiaia, dentro alle sue acque. Eh sì, i giovani atleti del Team Bussola Mud&Rock sono proprio tipi da avventura! Quel ruscello che si dirama dal Brenta non l’hanno attraversato, ma ci hanno pedalato dentro affondando le ruote in venti centimetri d’acqua per un centinaio di metri. Quando si dice pedalare nel letto di un fiume.

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Racconterà, il fiume Brenta, di maglie gialle in mezzo e a capo dei disciplinati bikers, e di un esigo gruppetto di adulti, in coda, tutti incuranti di quella porzione di cielo scuro all’orizzonte, in netto contrasto col sole che ha accompagnato l’allegra comitiva.

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Un giro rilassante in un luogo molto rilassante.

Del resto, la competizione per ciascuno dei giovani atleti era già andata in scena, e il vecchio saggio fiume di certo lo sapeva. Dal Parco Dell’Amicizia giungevano, già dal primo mattino, musica e voci. Voci bianche, sottili, voci urlate, incitazioni, voci amplificate, lo speaker al microfono e gli altoparlanti posizionati sul campo di gara.

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Era la centonovesima edizione della gara ciclistica organizzata dalle società della zona che sotto ad una innocua pioggerellina prendeva forma e si dimostrava un evento perfettamente organizzato.

Il sole ha fatto ben presto capolino e con il suo calore ha ricordato a tutti che siamo oramai in estate. All’interno dello splendido enorme parco, il cui nome, Amicizia, ha il merito di far dire alle persone una bella parola, sono stati allestiti gazebi, l’arco dell’arrivo, l’area pre griglia, le postazioni per i giudici, la postazione sopraelevata per lo speaker, e i percorsi di gara fettucciati.

I tracciati di gara non presentavano particolari difficoltà, se non per il terreno erboso e per le curve contro curve, ma si sa: è l’andatura, la velocità, che fa la vera differenza. Per cui anche un percorso relativamente facile può rivelarsi insidioso e dispendioso di energia se si pedala “a tutta”.

E così hanno fatto gli atleti del Team Bussola Mud&Rock: grinta, determinazione, tenacia e tanti, tantissimi podii.

Oggi le gare di fatto sono state raddoppiate suddividendo i numerosi atleti tra pari e dispari a cui sono seguite altrettante premiazioni per i primi cinque classificati. Il primo di ogni categoria ha potuto alzare al cielo un variopinto mazzo di fiori. E il Team Bussola Mud&Rock ha sollevato un grande bellissimo trofeo, il più grande.

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Noi della scuola Mud&Rock lasciamo per ultimi il parco, salutandoci con un’originale colonna sonora, i boati del temporale che ci ha accompagnato sempre a debita distanza.

Articolo scritto da Erica.

 

 

tomas.z

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