Ome, 4 giugno 2016

E un’altra pagina è già stata scritta.

L’ha scritta Mattia Giorgini regalando alla maestra Elisa un disegno da artista. Il dono è per Elisa, ma tutti noi lo sentiamo anche un po’ nostro.

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L’hanno scritta i maestri della nostra scuola, è superfluo elencare tutte le incombenze che i maestri si accollano.

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L’hanno scritta i genitori, che, come sempre, rinunciando un po’ a brillare di luce propria permettono ai loro figli di esprimersi, e di brillare. Ed è un attimo splendere di luce riflessa.

L’hanno scritta tutti i giovani atleti che hanno partecipato alla quinta prova del circuito Junior Bike Brescia.

Una nuova pagina della storia della scuola Mud&Rock è stata scritta anche dal Team G.S.Ronco.

Le numerose maglie color rosa “giro d’Italia” ci accolgono nel bellissimo Parco delle Terme, dove, come recita un cartello all’inizio del percorso, nel 2012 è stato creato il Bosco delle Querce. Sono state piantate una quindicina di specie diverse di quercia, per un totale di 165 piante, alcune autoctone, altre originarie da svariate parti del mondo, alcune in via di estinzione. Ogni quercia è dotata di un cartello che ne descrive le caratteristiche e riporta la dedica ad un poeta o ad una poetessa.

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In un giorno normale l’unico rumore importante in quell’oasi di serenità dev’essere lo sciabordio del torrente, ma oggi è un giorno speciale. Il vociare allegro e la voce amplificata che impartisce istruzioni e indicazioni non lasciano dubbi.

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Sul costone della collina è stato creato il tracciato di gara, un toboga che si avvita su se stesso dove sono stati inseriti ostacoli, tronchi, gradini. Rampe, curve secche attorno alle piante, erba e fango. Sì, il fango c’è decisamente e si rivelerà essere un elemento determinante nella foga della gara quando gli atleti si troveranno gomito a gomito.

Ma oggi gli organizzatori della G.S.Ronco tirano un sospiro di sollievo, non solo perché splende il sole quando in autostrada da Verona pioveva forte, ma perché due giorni prima, lì, in quel luogo di quiete c’era stata un’alluvione. I segni della violenza dell’acqua sono ancora tangibili e il terreno è intriso d’acqua. Con un lavoro enorme gli organizzatori, i genitori, l’amministrazione comunale sono riusciti a rendere nuovamente agibile il parco e lo spettacolo ha potuto andare in scena, puntuale.

Per cercare di non rovinare troppo il percorso di gara col continuo passaggio di biciclette, lo staff decide di accompagnare ogni categoria nella perlustrazione del percorso. Per cui è ammesso un solo giro di prova.

Gareggiano per primi i nostri fantastici Filippo e Lia.

Poi, dopo i promozionali, è la volta di Andrea Gobbi che va fortissimo e regala alla mamma un altro mazzo di fiori dopo quello di giovedì a Tezze sul Brenta.

A seguire i G2 con Filippo Turatti, galvanizzato dalla vittoria di due giorni fa.

Nei G3 Andrea Foroni parte penalizzato dalla griglia arretrata e da un percorso che in partenza non lascia spazio a sorpassi, e poi tutto diventa più complicato.

Questa sarà una costante per tutti i nostri atleti in quanto il circuito bresciano stila l’ordine di partenza di ogni gara in base alla classifica del circuito, e quella di oggi era per noi solo la seconda prova in terra bresciana su cinque finora realizzate.

Al primo dei due giri di gara, Andrea è relegato alla settima posizione, ma con una progressione che stupisce tutti tranne se stesso, conquista il secondo gradino del podio.

Ed è la volta delle nostre giovani donne: Paola Lorenzini ed Elisa Pontara. Bravissime su un percorso così tecnico.

Quando i G4 sono in attesa nell’area pre-griglia, i giudici prendono la decisione di accorciare di un giro tutte le rimanenti gare a causa di un incombente temporale.

I G4 maschili partano in due gruppi, pari e dispari, a cui seguirà la rispettiva premiazione.

Niccolò Rizzoti, Giorgini Mattia, Francesco Vacchini e Nicolò Gobbi partono con i tuoni. Ma saranno, come noi tutti, risparmiati dalla pioggia.

Nei G5 brilla la prestazione di Pietro Genesini che, nonostante le difficoltà imposte dal terreno e dalla partenza penalizzata, riesce a conquistare il podio. Terzo gradino e grande soddisfazione dopo il rammarico di giovedì scorso quando a Tezze sul Brenta è stato bruciato in volata per un nulla.

Si distinguono anche Riccardo Aspetti, vincente due giorni fa, Francesco Calderaro e Tommaso Pedretti.

Nell categoria G6 vince la potenza compressa in Francesco Berto. Lo strepitoso Francesco riesce a sfiancare tutti i suoi avversari anche i due che hanno condotto in parte la gara.

Lottano con lui anche Matteo Menegatti e Matteo Corsi.

Nella categoria femminile brilla Elisa Pozzati che rimane sempre in testa e taglia, quindi, per prima il traguardo. Subito dietro di lei arriva Chiara Pontara coronando così una gara superlativa.

Oggi mancavano i nomi blasonati dei fratelli Tosi, Giulia e Lorenzo, che due giorni fa hanno regalato a mamma Glenda due splendidi mazzi di fiori. Mancavano Elena Dal Ben e Luca Zini con i rispettivi podii, e tra i nomi blasonati mancava Matilde Turina che a Tezze sul Brenta ha vinto assoluta nella gara tra G5 e G6, lei che è una G5. È arrivata da sola al traguardo, ha rallentato, si è chiusa la maglia, l’ha tesa a favore di telecamere ed ha alzato le braccia, non troppo per evitare un’ammonizione. Come ha detto bene il maestro Paolo: “Sembrava di essere al Giro d’Italia!”.

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Quando si dice: fare bene.

Dopo il pane e nutella offerto dagli organizzatori, arrivano i premi, e ancora una volta in terra straniera il Team Bussola Mud&Rock conquista grazie ai suoi atleti il primo posto nella classifica a squadre.

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Come nel disegno di Mattia, lanciamo in aria i premi, ci sono costati fatica ed è bello averli ricevuti. È bello essere riusciti a conquistarli, è bello che qualcuno abbia riconosciuto il merito, è bello “lanciarli” non trattenerli per potersi così rimettere di nuovo in sfida. Una sfida prima di tutto con se stessi per poter scrivere una nuova grandiosa pagina.

Articolo scritto da Erica.

 

tomas.z

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