Un’ Atestina Superbike Very Hot

Ieri si è svolta la quarta tappa del circuito Mtb Ahead Tour e più precisamente l’Atestina Superbike, in quei di Este, giunta oramai alla decima edizione.

Location molto suggestiva con partenza all’interno delle mura estesi e una marea di biker partecipanti (circa 850 unità).

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Temperature elevate sin dalle prime ore del mattino hanno contribuito a far diventare ancora più impegnativo un tracciato di per sé già esigente che, con i suoi 40 km e 1400 mt di dislivello, sembra dir poco ma che al contrario ha lasciata sicuramente nelle gambe tanta fatica.

Partenza ore 10 precise con doppio giro nel centro storico per poi inforcare la prima lunga salita di giornata affrontata a velocità notevole sin dai primi metri.

Diversi i punti caratteristici del percorso, ma due sono quelli degni di nota….

Il Dente del Diavolo, uno strappo micidiale posto al culmine di una salita già di per se impegnativa

E Il Muro, un’ascesa vera e propria di 1450 mt di lunghezza con pendenza massima al 27% e pendenza media 22%; numeri che fanno rabbrividire!

Per quanto concerne le discese, tutte molto veloci e con traiettorie ben disegnate, si è dovuto combattere anche con delle nuvole vere e proprie di polvere che coprivano tutto e tutti, lascandoci alla cieca da eventuali insidie.

 

Ottima l’organizzazione di gara, tantissimo personale lungo tutto il tracciato per dare assistenza agli atleti; degno di nota anche il pasta party che il nostro Davide ha apprezzato in maniera particolare.

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Il Bussola Mtb Racing Team, come sempre ritorna da Este con degli ottimi risultati ed un ulteriore passo avanti per le classifiche individuali del Mtb Ahead Tour.

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tomas.z

Soave Bike, numeri da record

Anche oggi una marea di biker ha occupato bonariamente il centro della storica cittadina dell’est veronese; tantissimi sportivi sono giunti dal Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e dalle altre città venete.

 

Immagine pre-gara di Soave

Più di 1100 gli iscritti hanno solcato i caldi sentieri dell’est veronese con l’obbiettivo di onorare al massimo lo sforzo organizzativo ed in molti erano anche “preoccupati” di curare la classifica generale per i punteggi utili nei circuiti Lessinia Tour e Easy Cup.

Bussola Mtb Racing Team presente anche oggi al gran completo.

Un tracciato di gara rivisitato che si attesta su 50 km con un dislivello di 1600 metri da non prendere sotto gamba per un’infinità di variabili. Uno spettacolo la fatica e il sudore che trasudavano dalle maglie impolverate portate al traguardo dalla passione per uno sport tanto duro quanto entusiasmante.

Come sempre i nostri portacolori teste di serie hanno spinto forte sui pedali andando a cogliere posizioni veramente importanti:

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Di seguito immagini del podio generale:

Granfondo Soave Bike il podio

Il podio

E immagini delle premiazioni del nostro Team:

Marco Veneri:

Rolando DeGiampietro:

Mirko Rossi:

Un grazie particolare ai ragazzi del team che si sono adoperati nel ritirare e consegnare i pacchi gara e i numeri così da agevolare le operazioni di partenza.

Rimaniamo in attesa della classifica aggiornata del Lessinia Tour.

tomas.z

 

 

Conca d’Oro 2017 il video

Dopo qualche giorno da una manifestazione sicuramente da ricordare, spunta il servizio di MTB Channel con tantissime immagini di qualità.

Se qualcuno vuole sapere cosa si è perso domenica…..lo invito a dare uno sguardo.

 

tomas.z

Una Conca d’Oro eroica….

Dura, impegnativa, fangosa ma spettacolare…..questo è il riassunto della giornata vissuta ieri ad Odolo in occasione della 19esima Conca d’Oro.

Bussola Mtb Racing Team decimato dai malanni e con i soli Davide Passarini e Tomas al via del percorso Classic e Mirko Rossi nel Marathon.

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Dopo una settimana di pioggia, che tra le altre cose è caduta abbondantemente anche la notte precedente, ci si aspettava un terreno pesante, ma quello che ci siamo trovati strada facendo era al limite della praticabilità tanto che anche le moto da trial, posizionate davanti al gruppo come apripista, dovevano impegnarsi non poco per poter scendere o salire.

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Due le partenze, ore 9:30 per il Marathon e ore 10:00 per il Classic.

Gara, come già anticipato, molto impegnativa che consumava, oltre le gambe anche la testa; non si poteva perdere un solo secondo di concentrazione nella guida sia in salita che in discesa.

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Ottime le prestazioni del Team Bussola Mtb Racing che mostra volontà coriacea e uno stato di forma veramente invidiabile.

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tomas.z

Trek-Segafredo 2017

Grandi cambiamenti nel team di Guercilena: Contador e Degenkolb i nuovi capitani

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Riporto volentieri per intero l’articolo fatto da Cicloweb che dedica una pagina intera su Trek-Segafredo e l’analisi della stagione 2017.

Aria di cambiamento, più che di rinnovamento, nella Trek-Segafredo, al settimo anno di gestione Guercilena e prossimo a diventare una squadra molto italiana, col crescente impegno di Segafredo che, si vocifera, l’anno prossimo potrebbe diventare il main sponsor. La squadra volta inevitabilmente pagina, visti i ritiri pesanti di Fabian Cancellara, Fränk Schleck e Ryder Hesjedal, ma resta comunque la formazione a più alta età media, anche per la scelta del nuovo capitano, che è ricaduta su Alberto Contador. Il fardello della leadership verrà diviso con John Degenkolb, altro acquisto di peso per un team che ha fatto scommesse particolari e potrebbe arrivare a fine anno con risultati lusinghieri come con cocenti delusioni.

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Eugenio Alafaci (Ita, 1990), Fumiyuki Beppu (Jpn, 1983), Julien Bernard (Usa, 1992), Mathias Brändle (Aut, 1989), Andre Cardoso (Por, 1984), Marco Coledan (Ita, 1988), Alberto Contador (Spa, 1982), Gregory Daniel (Usa, 1994), Koen De Kort (Ola, 1982), John Degenkolb (Ger, 1989), Laurent Didier (Lux, 1984), Fabio Felline (Ita, 1990), Michaell Gogl (Aut, 1993), Ruben Guerrero (Por, 1994), Jesús Hernández (Spa, 1981), Markel Irizar (Spa, 1980), Bauke Mollema (Ola, 1986), Giacomo Nizzolo (Ita, 1989), Jarlinson Pantano (Col, 1988), Mads Pedersen (Dan, 1995), Gregory Rast (Svi, 1980), Kiel Reijnen (Usa, 1986), Peter Stetina (Usa, 1987), Jasper Stuyven (Bel, 1992), Edward Theuns (Bel, 1991), Boy van Poppel (Ola, 1988), Haimar Zubeldia (Spa, 1977).

L’ANALISI

Alberto Contador © Trek - Segafredo
Alberto Contador © Trek – Segafredo

CORSE A TAPPE: Sarà l’ultima stagione di Alberto Contador? Ormai è chiaro che il madrileno sta valutando di anno in anno, in base a ciò di cui è capace, se vale la pena continuare. In ogni caso la Trek-Segafredo ha deciso quest’anno di investire su di lui, e sarà uno dei principali contendenti al Tour de France. Al Giro d’Italia invece andrà coi galloni di capitano Bauke Mollema, finalmente dimostratosi valido nei GT durante lo scorso Tour. A parte il fedelissimo Hernández e l’austriaco Gogl, Contador non ha portato con sé nessuno: a disposizione sua e di Mollema ci sarà ciò di cui il team già disponeva, oltre che lo stambecco colombiano Jarlinson Pantano, reduce dallo smantellamento della IAM. I gregari sono dunque uomini di grande esperienza come André Cardoso e l’eterno Haimar Zubeldia, che ad aprile compirà 40 anni, e l’americano Peter Stetina, in lentissima ripresa dal terribile incidente del Giro dei Paesi Baschi 2015.

Giacomo Nizzolo © Trek-Segrafredo
Giacomo Nizzolo © Trek-Segrafredo

VOLATE: Giacomo Nizzolo si è guadagnato sempre più spazio nel team, e durante la scorsa stagione ha dimostrato di essere un corridore affidabile anche negli appuntamenti più importanti,  non solo quando fa il velocista. Ma sarà comunque lo sprinter di riferimento del team, con l’obiettivo di sbarazzarsi della nomea del piazzato. Si è ritagliato la sua credibilità in Belgio, ma il ruolo di Edward Theuns potrebbe diventare quello di sprinter semplice, visto che nelle corse del pavé più importanti si vedrà adesso chiuso da Degenkolb; dove il livello degli sprinter non è altissimo potrebbe fare capolino Kiel Reijnen, specie nelle corse americane, oppure Boy van Poppel, sebbene l’olandese nelle ultime due stagioni si sia defilato nel ruolo di apripista, dove si comporta al meglio Marco Coledan.

John Degenkolb © Trek-Segafredo
John Degenkolb © Trek-Segafredo

PAVÉ: Dopo l’addio di Cancellara, la maglia della Trek continuerà a scintillare in testa al gruppo col vincitore di Sanremo e Roubaix 2015, anche se John Degenkolb è reduce da un 2016 decisamente scalognato; la voglia di far bene però è tanta e non può che essersi acuita, come ha dimostrato nella commovente prova del Mondiale di Doha. E alle sue spalle c’è un team anche migliore di quello che ha lasciato alla Sunweb-Giant. A cominciare da Jesper Stuyven, autore di una magistrale prova nell’ultima edizione della Kuurne-Bruxelles-Kuurne, e dall’espertissimo Grégory Rast, che più volte si è rivelato importante per Cancellara tra Fiandre e Roubaix. La carta in più potrebbe essere il giovane Mads Pedersen: corridore dalle grandi attese, visto il doppio successo ai mondiali juniores, è veloce e lo ha dimostrato nell’ultima edizione della Gent-Wevelgem Under 23.

Fabio Felline © Trek-Segafredo
Fabio Felline © Trek-Segafredo

CLASSICHE: Nelle corse di un giorno lontano dalle Fiandre la coperta dei Trek è, invero, un po’ corta. Oltre a Mollema, che l’anno scorso ha sorpreso tutti a San Sebastian, l’unico della formazione americana che può farsi valere sulle Ardenne è Fabio Felline: il torinese è figlio di una crescita lentissima e misurata, ma costante. L’anno scorso poteva essere l’anno della consacrazione, ma l’assurdo e rischioso incidente all’Amstel Gold Race ha ritardato il discorso di un anno. Di sicuro avrà carta bianca, l’unica cosa che gli verrà chiesta e di dare anche una mano ai capitani nei GT. Qualcun altro del team proverà a mettersi in luce nelle corse di un giorno, visto lo spazio: nelle corse minori potrebbero esserci possibilità per il portoghese Rubén Guerreiro, che all’esordio tra i prof al Tour Down Under ha risposto “presente!”. Corridore longilineo e molto stiloso nella pedalata, potrebbe essere anche un buon crack nelle corse a tappe, ma le cose migliori l’anno scorso le ha fatte nelle più dure gare in linea, vincendo il Palio del Recioto e andando sul podio della Liegi Under 23.

 

tomas.z

 

 

Una storia che viene da lontano….

Un inizio umile

Una sera, quando avevo dodici anni, tornando a casa dal lavoro mio padre mi disse che presto avremmo comprato delle biciclette. Lui ed io eravamo in procinto di fare una lunga gita insieme.

“Va bene, papà,” gli dissi.

Lungo la strada per recarci a scegliere le nostre nuove biciclette, mi confidò di avere incontrato un ragazzo di nome Bevil Hogg, un sudafricano titolare di un negozio di bici a Madison, Wisconsin. Bevil cercava qualcuno che investisse nella sua attività. In quel momento, l’unica cosa che avevo in mente era la mia bicicletta e in realtà non prestai molta attenzione a ciò che mi disse mio padre. Arrivati al negozio, comprammo due biciclette, alcuni accessori e un paio di mappe. Mio padre mi comunicò che la settimana successiva saremmo partiti da Beaver Lake, dove abitavamo, per recarci a Fond du Lac, affrontando anche il ritorno.

Si trattava di un bel percorso, attraverso le colline e le valli della regione del Kettle Moraine. In precedenza, non credo di aver mai pedalato in sella alla mia bici per più di dieci miglia di seguito, e ora stavamo per avventurarci su un percorso di settanta miglia in un solo giorno! Non ricordo molto di quella gita, ad eccezione del fatto che durante il primo giorno caddi attraversando i binari della ferrovia e che percorrendo una strada molto trafficata un semi articolato mi scaraventò quasi fuori strada. Il secondo giorno facemmo una sosta in un bar appena fuori Monches. Prima di risalire sulle bici per tornare a casa ricordo di essermi gustato una bibita mentre mio padre si fece un paio di birre. Ci siamo divertiti molto.

Non molto tempo dopo la gita, mio padre mi disse di aver comprato insieme a Bevil un negozio di bici proprio a Madison: lo Stella Bicycle Shop. Lui amava il mondo degli affari ed era sempre alla ricerca di grandi opportunità. La decisione di perseguire il suo interesse per le biciclette nacque quando il destino lo fece incontrare con Bevil Hogg su un aereo.

Al primo Stella Bicycle Shop di Madison ne seguì un secondo, questa volta a Champaign, Illinois. Mio padre ha sempre pensato in grande: la sua idea era quella di creare una catena nazionale di negozi di biciclette in città universitarie. Un vero problema, però. Non funzionò. I negozi perdevano soldi e mio padre e Bevil decisero di chiudere nell’autunno del 1975. Lui e Bevil avevano imparato che per avere successo non potevano vendere bici di tutte le marche ma dovevano vendere qualcosa di speciale. In quel periodo, nessuna delle marche più affermate era in vendita nei negozi. La soluzione fu quella di creare un marchio di biciclette tutto loro.

In quel momento, negli Stati Uniti nessuno costruiva bici di livello veramente alto. Bevil pensò che invece di limitarsi all’attività di rivenditore, avrebbe potuto produrre direttamente biciclette di fascia alta made in Usa. Schwinn vendeva biciclette di fascia bassa e bici per bambini mentre altri commercializzavano mezzi di fascia alta realizzati in Europa. Nessun prodotto a partire dalla fascia di prezzo medio sino al top di gamma era realizzato in America. È qui che è nata un’idea unica, qualcosa di completamente diverso.

John Burke
Presidente di Trek Bicycle

Atre info al link Trek.

 

tomas.z